Razzismo oggi - Quando preoccupano gli incidenti sul lavoro

Un piccolo esempio di razzismo sessuale

 

L’Unità di domenica 9 marzo 2003, nella pagina regionale della Toscana, titola a mezza pagina:
INFORTUNI SUL LAVORO, A RISCHIO LE DONNE.
L’articolo spiega che gli incidenti che hanno coinvolto le donne nel 2002 in  Toscana sono aumentati dell’ 1,5%, rispetto ad una flessione complessiva dell’ 1,9%.  Subito la presidente della commissione per le Pari Opportunità si è allarmata ed invita alla mobilitazione. “A questo punto bisogna fare dei passi concreti”, spiega. Ci sono molte giovani donne coinvolte con contratti che danno poco futuro e molto stress.  In più “l’incidente nel lavoro rappresenta per la donna l’inizio di una serie di reazioni  e di conseguenze che hanno una ripercussione incredibile sulla sua vita”.
A leggere l’articolo sembrerebbe che i maschi non fossero quasi  coinvolti nel fenomeno, e che per loro gli incidenti sul lavoro non avessero serie ripercussioni sulla vita. Siamo andati allora a vedere le statistiche ufficiali, facilmente reperibili in internet, anche dagli articolisti dei quotidiani non accecati da sessismo antimaschile. Vediamole:
Nel 2001 erano occupate 8.060.000 donne, pari al 37% del totale e 13.455.000 uomini, pari al 63%.
Nell’anno 2000 gli incidenti complessivamente denunciati all’Inail sono stati 528.280, di cui il 20,74% accaduti a donne e il 79,26 a uomini. Bella differenza d’incidenza.. Non basta. Gli infortuni  più gravi, che hanno provocato postumi invalidanti permanenti, hanno colpito le donne per il 16% del totale, gli uomini per l’ 84%. Non basta ancora. Su 100 incidenti mortali, solo 8 hanno interessato il sesso femminile e ben  92 quello maschile. Ma per L’Unità, a rischio sono le donne. E la Commissaria ha uno strano concetto di Pari Opportunità, assai somigliante al deprecato razzismo sessuale.


 

Share