In memoria degli eroi di Cernobyl

Il 26 aprile 1986 accadde il disastro nucleare di Cernobyl (Ucraina), che tutti ricordiamo.

Dopo l'esplosione del reattore, centinaia di pompieri e operatori della centrale si esposero alle radiazioni mortali per cercare di spegnere l'incendio. Piloti di elicottero sorvolarono a più riprese il reattore per gettare al suo interno tonnellate di sabbia, cemento e piombo con lo scopo di fermare la reazione nucleare. Quegli uomini, quei maschi, non sapevano di rischiare, sapevano con sicurezza che sarebbero morti. Eppure l'hanno fatto, e col loro sacrificio hanno salvato un grande numero di vite a Cernobyl e evitato che la nube tossica incontrollata arrivasse fino a noi, nel cuore dell'Europa, con conseguenza disastrose.
Vogliamo ricordare commossi quegli eroi, quegli uomini coraggiosi che mostrarono il meglio del maschile, la capacità di sacrificarsi per gli altri, gratuitamente.
Il loro sacrificio dovrebbe essere ricordato dai governi e dai popoli, e celebrato nelle scuole come esempio per i giovani maschi e additato all'ammirazione di tutti. E' così che si costruisce il sentimento di identità, il senso di sè, e si contribuisce alla concordia fra i generi.
La storia di Cernobyl è raccontata nel libro di Grigori Medvedev, "Dentro Cernobyl", meritoriamente pubblicato nel 1996 da un piccolo editore, La Meridiana di Molfetta.

[28 aprile 2006]

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